Life Science, con Paolo Barbanti chiudono i Technology focus

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“Se io fossi un investitore, perché dovrei preferire l’idea di Antonio piuttosto che quella di Alessia? È meglio investire in device o in farmaci?”. Parte da queste domande Paolo Barbanti, il docente della classe di Life Science del TalentLab, per gli ultimi due giorni di formazione di gruppo.

Il tema è quello della progettazione del business e dello sviluppo dell’idea imprenditoriale nel settore bio-medicale e sanitario e Barbanti passa in rassegna i diversi step, paragonando la curva di crescita dell’impresa alle fasi dello sviluppo cellulare. Si parla della composizione dei team, di quelle che devono essere le competenze presenti in ogni squadra e delle varie fasi: le singole idee vengono scorporate in ogni loro aspetto, per valorizzare i punti di forza e minimizzare le debolezze.

Barbanti, inoltre, cerca di convincere i team che è importante individuare al meglio qual è il proprio mercato di riferimento: “Andare a proporre la propria idea – spiega – a una piccola ma ben strutturata azienda che potrebbe accogliere e dare una dimensione diversa al vostro progetto, è diverso che andare alla Novartis, il grande colosso farmaceutico. Un dispositivo wearable, ad esempio, potrebbe essere accolto con freddezza da industrie del campo medico, che voi avevate eletto a mercato principale, ma allo stesso tempo entusiasmare industrie più trasversali, come la Samsung, che punta sull’applicazione di queste tecnologie in mille settori diversi”.

Insomma, quando pensavano di aver finito questa prima sessione, gli startupper si sono resi conto di non essere nemmeno all’inizio del loro cammino! Domani ultima lezione di gruppo, poi si inizia con gli incontri individuali. Per oggi è tutto dal pianeta #TalentLab!